Senatori Pdl in rivolta

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Linea dura del Pdl - Vignetta

Le lettere di dimissioni dei Deputati e Senatori del Pdl sono già state firmate e consegnate nelle mani dei capigruppo di Camera e Senato. Un gesto forte, fortissimo, una puntatura di piedi come non se ne vedevano da tempo memorabile. Persino il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, ha alzato il sopracciglio. Non capita tutti i giorni di vedere tanti Senatori e Deputati disposti a mollare il cadreghino per una questione di principio. Il fatto è noto. Se verrà sancita la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore allora le dimissioni diverranno effettive.

Il fatto da una parte è semplice: un Senatore della Repubblica è stato giudicato colpevole da un tribunale in via definitiva e questo già basterebbe in una democrazia normale, a spingere l'interessato alle dare le dimissioni se non altro per difendere il nome del partito di cui è al servizio. Il problema è che qui non c'è un servizio, c'è una proprietà. Qui non si serve un Partito, ma si possiede un Partito e se il leader molla il partito crolla. D'altra parte il fatto è invece complesso. Il centro destra è consapevole che se cade il Cavaliere cadono i consensi. Un centro destra senza il Cavaliere non è nemmeno pensabile in questo momento, non se lo filerebbe nessuno o quasi. 
Inoltre si è arrivati ad un nodo cruciale, il potere economico e politico concentrato nelle mani di una sola persona, o famiglia, fa in modo che quando si giudica, quel giudizio coinvolge anche gli interessi economici di quella persona, i suoi interessi politici e tutto ciò che vi è appeso. Si coinvolge un centro di potere e i centri di potere si sa, non amano essere giudicati in nessuna parte del mondo.
I Senatori quindi sono pronti a muovere battaglia. "Se cade lui cadiamo tutti" tuonano dagli scranni dorati di Palazzo Madama e da Palazzo Montecitorio e non lo dicono in senso lato. Ancora una volta tutto sembra arrotolarsi intorno al solo ed unico problema che questo paese sembra recepire, quello di Silvio Berlusconi. L'Italia assomiglia sempre più ad un "One Man Show", dove i cittadini sono poco più che spettatori passivi. La storia del centro destra moderato italiano merita di più e di meglio, la tradizione liberale di questo paese è prigioniera di un problema senza soluzione, si è consegnata interamente nelle mani di un solo uomo. Quella che manca è la prospettiva dunque, lo sguardo lungo. 
Il Cavaliere non vivrà in eterno, come nessuno di noi,  e non si può pensare di scaricare su di  lui tutte le aspettative di un intero schieramento politico, di una classe dirigente inefficace, e di milioni di persone. Il centro destra deve cominciare a pensare ad un dopo Berlusconi se non vuole scomparire dalla scena politica italiana.

vignetta: FI nuovo simbolo
Forza Italia simbolo - Vignetta
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