Fermare la guerra.

Si sta parlando al G20 anche di un intervento militare in Siria. Qualcosa la paciosa e sonnecchiosa comunità internazionale lo deve pur fare e dire. Altrimenti come si giustificano gli stipendi principeschi dei politici di tutto il mondo? La guerra non è mai una cosa giusta, lo ha anche ribadito Papa Francesco. Perchè c'è un problema. Quando pensiamo che sia giusto intervenire per fermare un dittatore, e questo ha un suo fondamento indiscutibile, dobbiamo anche pensare che la guerra, come forma, non è mai chirurgica, non è mai precisa, non è mai giusta. Purtroppo un numero mai precisato di civili inermi, non solo bambini, non solo anziani, ma cittadini, uomini, esseri umani, rimane vittima dei missili. Sparare su quei civili non è solo un danno collaterale, come lo chiamano i militari, è profondamente ingiusto. Sicuramente qualcuno dirà: ma allora non facciamo niente? Siamo ipocriti fino al punto di restare a guardare civili che muoiono senza alzare un sopracciglio? No. Nemmeno questo è amore per la pace, ma pensare di bombardare per fermare un dittatore, come è stato fatto fino ad ora, è come dire: spariamo agli ostaggi durante una rapina, almeno spaventiamo i rapinatori e li convinciamo che facciamo sul serio! E poi c'è la questione gas. Mi ha sempre stupito il fatto che si dica: interveniamo perchè stanno usando i gas. Come se ammazzare una persona con un altra arma fosse normale, legittimo, naturale. Violenza chiama violenza, ha ragione Papa Francesco, che ancora una volta dimostra che in tutto questo ciarpame lui solo è capace di parlare e soprattutto "applicare" la pace, e che le guerre le pagano gli uomini con le tasse, cioè fatica, e con il sangue dei più poveri.