PD: il silenzio degli innocenti

vignetta: tutto sto caino il PD tace, potrebbero vincere le lezioni
Silenzio dal PD - Kaos66

A Palazzo Grazioli ci si riunisce tutti i lunedì sera per bere lo champagnino di mezzanotte. Sono ore convulse quelle che stanno trascorrendo i leaders del Pdl e del Pd, ma di comune accordo decidono lo stesso di fare un bello scherzo a Letta, così per passare un po’ di tempo, visto che ha sempre questa faccia imbronciata e preoccupata.

Silvio si inventa uno scherzo che farà pisciare dalle risate tutti quanti. Chiama Carlo Giovanardi in disparte e insieme architettano di nascondersi dietro l’angolo del Bar di Palazzo Madama e aspettano zitti zitti, quacchi quacchi, che Letta parta per gli USA. Trattenendo le risate a stento lo osservano mentre si allontana con le valige e appena voltato l’angolo indicono una conferenza stampa. Silvio dice “adesso facciamo qualcosa contro il partito delle tasse ingiuste e vessatorie” e tutti giù a ridere. Il Pd capisce, tace e sta al gioco. Tace per un paio di giorni, per grande senso di responsabilità, ok. Passano un po’ di ore in cui ci si annoia a morte così Silvio si inventa una cosa per tirare su il morale a tutti, ma non svela ancora l'arcano segreto. Nemmeno a Bondi, che un po' si offende. Silvio comanda ai suoi di preparare delle finte lettere di dimissioni e di metterle sotto la porta del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sempre per ridere, mica per davvero. Poi dice ai suoi di sparpagliarsi un po’ di qui e un po’ di là, in modo che non si capisca cosa stiano tramando, e appena Letta comincia a parlare negli USA dà il via alla sua simpatica burla. E il Pd sempre zitto, allo scherzo. Qualcuno sghignazza nascosto dietro le tende amaranto del Parlamento, pare sia Brunetta. 
Letta intanto è impegnato a stringere mani, a sciorinare italici sorrisi alla borsa di Wall Street, a rassicurare investitori stranieri sulla solidità e serietà del nostro sistema, ma ecco che lo scherzone tocca il culmine e gli arriva tra capo e collo come un coppino a mano tesa, come un gavettone d’acqua gelata, il suo governo è caduto. “Mannaggia alla santa polenta” si lascia sfuggire “me l’hanno fatta un’altra volta”. Saluta tutti alla chetichella, dice che aveva scherzato, restituisce gli investimenti che aveva raccolto abbozzando come scusa che sua nonna non si sente troppo bene e scappa dagli Stati Uniti trattenendo le risate e pensando a chi è questa volta quel buontempone che gliel'ha fatta. Ma un sospetto già ce l'ha. E' furbo.

E il Pd, che è giusto tornato dalle vacanze, tace. Appena Letta entra a Palazzo Montecitorio, tutti si risiedono ai posti di prima e girano il dito in aria per invitare Letta a indovinare chi è stato. Letta si guarda intorno trattenendo il ghigno e poi indica Silvio, che si alza dal banco e unendo le mani in segno di vittoria dice: “mi consenta Presidente, ve l’ho fatta un’altra volta cribbio! Siete proprio dei fessacchiotti comunisti e puzzolenti”.  Le camere riunite scoppiano in una grassa risata e tutti applaudono e sorridono. E’ stato uno scherzo formidabile, costato solo un punto di Iva (dal 21% al 22% ndr), una bazzecola se si considera l'effetto finale. Poi tutti si salutano e si danno appuntamento per un nuovo champagnino come quello che si era interrotto a Palazzo Grazioli qualche giorno prima.

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vignetta: il consenso? prefisco chi ce l'ha largo.
Buona notte Silvio - Kaos66