Tv, televisioni... e visioni.


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Vivide letizie culinarie si stagliano all'orizzonte dei nostri desideri più reconditi. Ovunque nella statale tv si impone il verbo di cuochi e cuochesse, che come sacerdoti occulti impostano creme, mesciono ingrenditi e pozioni segretissime, alla luce di lanterne supertecnologiche. Saltando di palo in frasca e di canale in canile, si sprecano inutili sproloqui, superlativi a palate, chicchere infinite su inverecondi quiz, insulsi e inutili come cavoli a merenda. La statal tv, sempre gravida di personaggini polverosi, erosi, bisunti, stantii, ci propone e dispone programmi nefasti, nequizie d'ogni sorta e fattezza. Ma guia a toccare la parentela amicale dei suddetti figuri. E' come toccare il Sancta Sanctorum di ogni democratica religione. Giammai governo alcuno, di destra come di sinistra, tanto meno quelli centralizzati,  si è mai approcciato a toccare il castello inutile del carrozzone Rai, che ci costa, che non produce altro se non posti di lavori a infrattati più o meno illustri, e di questi tempi certo, un posto di lavoro non si butta via mai. Per questo girano, equinoziano, si sfrantumano i lombi umani al pensiero che dovrai lavorare, faticare sodo, per mantenere in più inutile dei carrozzoni statali, sede di privilegi nazional popolari, che costa sudore a noi ed elargisce alberghi di prima scelta, diarie ricche come paghe settimanali, e sventra vuoto e nulla come una locomotiva lanciata sui fanghi di Gucciniana memoria. Nulla sembra servire di più al niente democratico popolare, nulla serve a meno se non l'inutile scelta di canali che a ciclo mostrano ciò che siamo e saremo.... niente. Se non ami la Rai, non ami la democrazia, e se non ami la democrazia sei un fascista.... wauuu... un bel "cul de sac" dal quale non usciremo mai, poichè finchè ci sarà questa concezione dell'inutile servizio pubblico, nemmeno la democrazia avrà davvero un senso. 


Ora mi sovviene che certo, anche qui ci sono e ci saranno professionisti che amano il proprio lavoro e che da qualche parte lavorano, che non si può fare di ogni filo vegetale un fascicolo, fascio, fasciature, ma me li figuro i figuri nascosti in uno scantinato, come carbonari, intenti a produrre qualcosa che non guarderà nessuno, ad esprimere un concetto tanto d'avanguardia, che ha fatto il giro dell'orologio e suona di vecchio ancor prima d'essere partorito. Questo è lo specchio della nostra sinistra, centrosinistra, sinistra-destra, destro-mancino, borgo-pluto-proletaria partitocrazia attuale, un treno con la locomotiva che viene trainata dai vagoni, e i vagoni sia chiaro, siamo noi che lavoriamo, non certo quelli che stanno seduti nella cabina di comando. 
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